Le Fil Rouge 2.0

La volta scorsa ho scritto di questo colore dal punto di vista storico, politico, religioso ecc.

Ma quello che interessa a noi oggi è come si ottiene il rosso in tintura e pittura.

Facendo una sintesi possiamo dire che si ricava dalle piante, dai minerali e certi rossi durante il Rinascimento erano ottenuti addirittura dalla macinatura di conchiglie.

Ma allora come facciamo a tingere i filati e i tessuti?
Ebbene io il rosso lo ottengo da una pianta , la Rubia Tinctorum o Robbia, e dalla cocciniglia.

Robbia

Il nome Rubia deriva dal latino ruber che indica Rosso. Questo ci permette di capire che già al tempo dei romani era ben conosciuta, come anche dai Greci, dagli Egizi e dai Persiani.
Si hanno dei ritrovamenti dell’epoca del Bronzo, e già nel Neolitico si hanno testimonianze di tintura con la Robbia.

E’ una pianta di origine asiatica, la cui radice contiene una sostanza (Alizarina) usata per ottenere un pigmento di colore rosso. Un tempo era coltivata anche in Italia ma ora sta scomparendo.

Per ottenere il colore occorre aspettare che la pianta sia un pochino grandina, circa due/tre anni. Dopodiché si prendono le radici e si sminuzzano.
Per ottenere un bel rosso si deve procedere ad una immersione in acqua calda di qualche ora (io le lascio tutta la notte). Poi metto la pentola sul fuoco per estrarre il colore che mi servirà per il bagno di tintura dopo che si sarà di nuovo raffreddato.

Dopo la prima estrazione nelle radici c’è ancora altro pigmento, non limitiamoci ad una sola estrazione.
Io utilizzo sempre tutto fino a quando la pianta non rilascia più colore.

Il rosso che si ottiene dalla Robbia è un rosso mattone vivace e carico nel primo bagno e via via più chiaro fino alle sfumature più salmonate.

Cocciniglia


Il colore ottenuto dalla cocciniglia è più brillante: un rosso carminio.
E’ ottenuto dalle femmine di questo insetto che producono un liquido denso che usano per proteggersi dai predatori.

Liquori e bevande di colore rosso (tipo Chermes e Bitter o altri aperitivi) erano ottenute con l’aggiunta di cocciniglia. Essendo però molto costosa sono stati creati in laboratorio dei coloranti alimentari sintetici.

Esistono dei veri e propri allevamenti di Cocciniglia, uno tra i più importanti è alle Isole Canarie, Canaturex che ringrazio per avermi permesso di utilizzare le loro foto.

Per ottenere il rosso dalla Cocciniglia la prima cosa da fare è macinarla dopo averla raccolta ed essiccata, fino ad ottenere una polvere più o meno fine, e metterla a bagno in acqua calda in modo che comincino a rilasciare il pigmento.
Una volta raffreddato, si estrae il colore mettendo il liquido sul fuoco per l’estrazione vera e propria.

E’ un colore molto sensibile ai viraggi sia con aceto o soda ad esempio, come pure il solfato ferroso ed altre sostanze, per avere tonalità diverse, persino il mio amato viola.
Consiglio di utilizzare pochissimo prodotto e comunque ecologico per non inquinare con sostanze dannose.

Come si evince allora, vediamo che dire Rosso e basta è molto riduttivo.
Questo colore ha molteplici significati, anche contrastanti.
Basta osservare bene e vedremo che il rosso fa parte della nostra vita forse più di tanti altri colori.

Quello dei colori è un mondo bellissimo. Storia, arte, natura e creatività si uniscono insieme.
Basta solo guardare oltre!

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